Cosa c’entrano i fichi con le rughe e con l’acne?

fichi

Si narra che la cesta contenente Romolo e Remo abbandonata alla corrente del Tevere si arenò in un’insenatura fangosa sotto un fico selvatico. La pianta considerata sacra fu diligentemente curata dai sacerdoti del Dio Marte che provvedevano a sostituirla ogni volta che moriva. Il fico è una pianta rustica che si adatta bene a qualsiasi tipo di terreno, appartiene alla famiglia delle Moraceae e al genere Ficus.

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Lo consideriamo un frutto anche se dal punto di vista botanico si tratta in realtà di un’infruttescenza cioè di un insieme di frutti. Carnosa e zuccherina a maturità e indicata con il termine specifico di siconio, è formata da innumerevoli piccoli acheni. Sono questi i veri frutti racchiusi in una polpa succulenta e dolce.

Prima di essere un’infruttescenza il siconio è stata un’infiorescenza. Ancora ricordo le spiegazioni del professore di entomologia quando ci raccontava il ruolo degli insetti pronubi nel processo di fecondazione. Poiché esistono piante maschio (caprifichi) che producono polline e frutti non commestibili e piante femmine che producono frutti commestibili e semi, il compito di accorciare le distanze trasportando il polline dal caprifico all’infiorescenza di una pianta femmina è stato assegnato da Madre Natura ad una microscopica vespa (Blastophaga psenes).

L’uomo conosce questo piccolo prodigio da quando ha cominciato ad addomesticare le piante e ha guidato il processo di fecondazione adottando una pratica che prende il nome di “caprificazione” e che consiste nell’appendere dei siconi di caprifico contenenti le piccole vespe su una pianta femmina. L’altra cosa che ha fatto l’uomo è selezionare fichi commestibili a maturazione partenocarpica cioè capaci di maturare anche se non è avvenuta la fecondazione. La quasi totalità delle specie coltivate in Italia hanno questa caratteristica.

Il fico è una pianta generosa capace di fruttificare tre volte all’anno.

I fioroni si formano da gemme dell’autunno precedente e maturano alla fine della primavera o all’inizio dell’estate; i fichi o forniti si formano da gemme in primavera e maturano alla fine dell’estate dello stesso anno; i cimaruoli sono prodotti da gemme di sommità nell’estate e maturano nel tardo autunno.

Per via del loro sapore zuccherino i fichi sono graditi a molti ma sono tanti quelli che si privano di questo piacere pensando di mettere a rischio la propria linea. In realtà l’apporto calorico è di circa 50 kcal per 100 grammi, non più di quello di altri frutti freschi considerati meno ‘pericolosi’. Non abbiamo dunque nulla da temere se inseriamo i fichi, nella giusta quantità, all’interno di una dieta equilibrata e bilanciata. Un paio di fichi al giorno, magari a merenda, contribuiscono all’apporto giornaliero di fibre, calcio e antiossidanti. Numerosi sono gli studi che ne documentano le proprietà anti-infiammatorie mentre nella medicina popolare i fichi sono da sempre impiegati per contrastare l’ipertensione e per sostenere il sistema immunitario.

Stante la loro composizione in metaboliti secondari i fichi hanno anche il potere di ridurre la formazione delle rughe (effetto anti-collagenasico) come documentato in un recente articolo pubblicato su Journal of Clinical, Cosmetic and Investigational Dermatology (Ghimeray AK et al. 2015). Ma in questo caso i fichi non bisogna mangiarli! Nello studio gli Autori hanno verificato l’efficacia di un estratto del frutto applicato direttamente sulla pelle.

Un altro lavoro valuta l’efficacia di una crema a base di fichi nel trattamento dell’acne (Khan H et al. Effects of cream containing Ficus carica L. fruit exctact on skin parameters: in vivo evaluation. Indian J Pharm Sci 2014).

A questo punto state pensando anche voi di prepararvi una crema casalinga a base di fichi? Potrebbe essere buona anche da mangiare!

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