Spesa di precisione

Esiste un potere terapeutico del cibo?

Se ne parla ormai da tempo. Non sono pochi i casi in cui si pone l’attenzione soltanto sul valore calorico degli alimenti e sulla ripartizione in macronutrienti (proteine, carboidrati e grassi). Alla fine, mangiare è un po’ come fare rifornimento di benzina… oppure?

Se c’è una cosa di cui possiamo essere certi è che il nostro corpo è molto più complesso di una macchina. Allora nascono nuove domande:

  • In che modo la chimica del cibo interferisce con la nostra fisiologia e con il nostro metabolismo?
  • Esiste un dialogo tra le molecole bioattive derivate dal microbiota intestinale (a seguito della fermentazione degli alimenti) e i metaboliti umani?

La nascita di una nuova scienza: la Foodmica

Se in passato parlare di potere terapeutico del cibo poteva essere considerato una follia senza fondamento scientifico oggi siamo arrivati a fondare una nuova scienza, la Foodomica o Foodomics. Tra non molto la Foodomica sarà uno degli strumenti della Medicina di Precisione (Precision Medicine) e della Nutrizione di Precisione (Precision Nutrition).

Il cibo interferisce con la nostra salute perché tra le altre cose è in grado di interagire con il nostro microbiota intestinale.

La Foodomica fa parte delle scienze omiche… di cosa si tratta?

Siamo nell’epoca delle scienze omiche. Sono la metabolomica, la proteomica, la trascrittomica, la genomica. Il suffisso -omiche è utilizzato per formare nomi che vogliono indicare vari costituenti analizzati collettivamente. In altri termini le scienze omiche studiano pools di molecole biologiche (es., acidi nucleici, proteine, enzimi), con svariate funzioni all’interno degli organismi viventi, e le loro interazioni.

Qual è lo scopo della Foodomica?

Scopo della Foodomica è quello di analizzare l’interazione tra gli elementi bioattivi presenti nel cibo che mangiamo e i percorsi molecolari dell’ospite, arrivando ad esplorare nuovi biomarcatori oppure arrivando a comprendere il modo in cui il cibo interagisce con la trascrizione genetica, l’espressione proteica e i punti di controllo delle vie metaboliche.

Uno degli argomenti più studiati in ambito di Foodomica riguarda l’interazione tra carboidrati non digeribili (fibre alimentari) e polifenoli con il microbiota intestinale. A seguito di queste ricerche è stato elaborato il concetto di Microbiota Directed Foods o in sigla MDFs. Gli MDFs sono alimenti progettati per modificare il microbiota intestinale in un modo preciso. Ben presto tabelle nutrizionali e lista degli ingredienti verranno modificate dovendo includere anche riferimenti alle molecole capaci di interagire con il nostro microbiota.

Il futuro della nutrizione… la spesa di precisione

Se è vero che ogni volta che mangiamo stiamo dando da mangiare anche ai nostri microbi intestinali, allora sapere cosa li nutre al meglio, cosa è in grado di ripristinare omeostasi, biodiversità e ricchezza del microbiota è un passo fondamentale per la nostra salute.

Gli MDFs dovranno essere progettati con lo scopo di aumentare la numerosità dei batteri benefici e di ridurre i metaboliti dannosi.

Allora cosa mettere nel nostro carrello? In futuro la nostra “spesa di precisione” si baserà su cibi sani, selezionati con cura in base alle esigenze individuali e seguendo le indicazioni dettate dal microbiota intestinale.

 

Riferimento bibliografico

Fang, Qingying et al. Understanding of the efficacy of gut microbiota-directed foods on human health. Trends in Food Science & Technology. 2023

 

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