La parodontopatia come fattore di rischio per il diabete e per le malattie cardiovascolari

La parodontite è un disordine cronico e multifattoriale che se non opportunamente trattato può portare al danneggiamento irreversibile delle strutture di sostegno (legamento peridontale, cemento e osso alveolare) con possibile perdita dei denti. Uno dei principali fattori determinanti della parodontopatia è rappresentato dalla sovra-crescita dei batteri patogeni normalmente presenti nella placca dentale.

La placca dentale è formata da oltre 800 specie batteriche. I possibili responsabili di parodontopatie sono Treponema denticola, Tannerella forsythia, Prevotella intermedia, Agregatibacter actinomycetemcomitans, Campylobacter rectus, Eubacterium timidum, Parvimonas micra e Porphyromonas gingivalis mentre tra i batteri cariogeni vanno citati lo Streptococcus mutans e lo Streptococcus sobrinus.

Lo studio del microbiota orale è una materia complessa dal momento che esistono nella nostra bocca diverse nicchie ecologiche. Ognuna di queste è in grado di albergare un proprio microbiota. Il microbiota salivare non coincide, ad esempio, con quello presente sulla mucosa che a sua volta differisce da quello che si trova sulla superficie del dente.

Batteri Gram negativi, LPS e infiammazione

Tra i batteri presenti in bocca quelli Gram negativi portano ad un aumentato rilascio di LipoPoliSaccaride (LPS), molecola presente a livello della membrana esterna. L’LPS stimola le cellule dell’Immunità Innata a rilasciare citochine pro-infiammatorie, a loro volta capaci di attivare le metalloproteinasi (MMPs, Metalloproteinases).

Le MMPs degradano localmente la matrice extracellulare permettendo alle cellule di passarvi attraverso. Questo meccanismo è importante per favorire l’azione dei leucociti che riescono attraverso le gallerie scavate  dalle MMPs ad  invadere i tessuti danneggiati dai processi infiammatori. Quando però l’attivazione delle MMPs è cronica, come in caso di disbiosi del cavo orale, la distruzione della matrice extracellulare è così profonda da portare al danneggiamento dei tessuti.

Recenti studi hanno dimostrato che questi effetti non si limitano ad agire a livello del cavo orale ma, dal momento che le tossine batteriche possono diffondere attraverso il flusso ematico,  finiscono con l’interessare tutti gli altri distretti corporei. Patogeni tipici della bocca sono stati isolati nei fluidi pericardici, nelle valvole cardiache e all’interno delle lesioni aterosclerotiche.

Correlazione tra microbiota orale e patologia periferica

Due recenti metanalisi sono arrivate alla conclusione che la malattia parodontale porta ad un aumentato rischio di patologie cardiovascolari “lifethreatening” (a rischio di vita) quali l’infarto acuto del miocardio.

Non sono pochi gli studi che mettono in relazione la patologia del parodonto con una maggiore propensione a sviluppare il diabete mellito di tipo 2. Punto di incontro di queste due patologie sarebbe ancora una volta la disbiosi del cavo orale che se da una parte causa parodontopatia dall’altra diventa fucina di fattori pro-infiammatori che diffondono a livello sistemico. Sarebbero proprio le citochine pro-infiammatorie a determinare dapprima la comparsa dell’insulino-resistenza e poi del diabete.  Lo stesso diabete del resto sarebbe in grado di alterare il microambiente sub-gengivale favorendo la crescita dei batteri patogeni. Si è arrivati a dimostrare che il trattamento della malattia parodontale può portare ad una riduzione dell’emoglobina glicata (HbA1c) nei soggetti diabetici.

In ambito oncologico la presenza di elevate concentrazioni di Porphyromonas gingivalis sembra correlare con la diagnosi di cancro esofageo, quella di Fusobacterium nucleatum è stata messa in fortissima correlazione con la presenza di carcinoma del colon-retto. Sia Prophyromonas gingivalis che Aggregatibacter actinomycetemcomitans sono stati significativamente osservati in presenza di carcinoma del pancreas.

Conclusioni

Le poche osservazioni raccolte in questo breve articolo suggeriscono l’importanza di una visione futura che da una parte contempli l’analisi del microbiota orale con lo scopo di intercettare precocemente potenziali patologie periferiche e dall’altra tenga in debito conto l’utilità di una bonifica del cavo orale nel processo di cura. Quando questa visione si sarà realizzata avremmo probabilmente a disposizione probiotici a colonizzazione orale in grado di contrastare quei quadri di disbiosi che hanno a che fare con le patologie periferiche.

Curare la salute della propria bocca significa curare la salute del corpo intero.

 

 

Riferimenti

Janket SJ, Baird AE, Chuang SK, Jones JA. Meta-analysis of periodontal disease and risk of coronary heart disease and stroke. Oral Surg Oral Med Oral Pathol Oral Radiol Endod. 2003 May;95(5):559-69. doi: 10.1067/moe.2003.107. PMID: 12738947. (vedi qui)

Morrison HI, Ellison LF, Taylor GW. Periodontal disease and risk of fatal coronary heart and cerebrovascular diseases. J Cardiovasc Risk. 1999 Feb;6(1):7-11. doi: 10.1177/204748739900600102. PMID: 10197286. http://https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/10197286/

 

 

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