Ferro alto e ferro basso: come curarsi con l’alimentazione!

Ogni individuo adulto in buone condizioni di salute dispone in totale di 3-5 g di ferro (Fe) distribuiti sotto forma di:

  1. Fe emoglobinico (65%)
  2. Fe mioglobinico (3,5%)
  3. Fe di deposito: ferritina e emosiderina (27%)
  4. Fe di trasporto: transferrina (0,1%)
  5. Fe tissutale: coenzima di perossidasi, catalasi, citocromi (o,2%)
  6. Fe del pool labile: costituente di membrana ed intracitoplasmatico (2,5%)

Nel plasma il Fe viene veicolato dalla transferrina e trasportato verso gli organi di deposito e a livello del midollo osseo. Dal momento che la quota libera è trascurabile, con il termine di sideremia ci si riferisce al ferro di trasporto.

Una sideremia eccessivamente alta potrebbe essere dovuta ad una somministrazione impropria di Fe, ad una non adeguata utilizzazione del Fe a livello del midollo, a un’epatite virale oppure a casi di emocromatosi ed emosiderosi (condizioni in cui un aumentato assorbimento di Fe alimentare porta al suo accumulo nei vari distretti corporei).

Una diminuzione della sideremia al contrario può essere legata ad un ridotto apporto di Fe, ad un aumento delle richieste (gravidanza, allattamento, infanzia), ad un ridotto assorbimento (celiachia), ad un’aumentata perdita (malattie emorragiche, meno-metrorragie, ematuria), a malattie infettive, neoplasie, carenza di vitamina C e B6.

Di fronte ad un’alterazione della sideremia sarà in primo luogo opportuno porre una corretta diagnosi. Una volta posta la diagnosi si imposterà una terapia adeguata che non potrà prescindere dalla corretta gestione delle scelte alimentari.

Così in caso di sideremia alta sarà opportuno:

  1. Ridurre il consumo di carne rossa dal momento che questa contiene la forma più facilmente assorbibile di Fe (Fe eme);
  2. Ridurre il più possibile l’assunzione di grassi saturi perché questi combinandosi con il Fe danno luogo alla formazione di radicali liberi in grado di danneggiare il DNA (reazione di Fenton);
  3. Non assumere supplementazioni in vitamina C dal momento che essa promuove l’assorbimento del Fe;
  4. Per la stessa ragione evitare di condire carne e verdure con succo di limone;
limone-vitamina C-Fe
limone-vitamina C-Fe
  1. Ridurre il consumo di bevande alcoliche: l’alcool promuove l’assorbimento del Fe;
  2. Concedersi una piccola quantità di vino rosso ai pasti poiché i tannini in esso contenuti contrastano l’assorbimento del Fe;
vino rosso-tannini-Fe
vino rosso-tannini-Fe
  1. Eliminare dolci e bevande zuccherate: lo zucchero facilita l’assorbimento del Fe;
  2. Consumare con regolarità frutta e verdura: il loro potere antiossidante riduce la produzione di radicali liberi; gli spinaci con i loro ossalati contrastano l’assorbimento del Fe in essi stessi contenuto; in ultimo il Fe della frutta e della verdura, noto come Fe non-eme, non è facilmente assorbibile;
spinaci-ferro-ossalati
spinaci-ferro-ossalati
  1. Mangiare frutta secca, cereali integrali e legumi, tutti alimenti ad elevato contenuto in fibre e in grado di contrastare l’assorbimento del Fe non eme;
  2. Evitare il consumo di crostacei crudi: potrebbero contenere un batterio (Vibrio vulnificus) che può essere fatale nelle persone con elevati livelli di Fe;
  3. Concedersi the e caffè che in virtù del loro elevato contenuto in tannini possono ridurre l’assorbimento del Fe non eme.
the verde-tannini-Fe
the verde-tannini-Fe

Questi stessi consigli, letti al contrario, saranno utili nel trattamento del paziente anemico.

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