I fermenti lattici nella pratica medica: cosa dicono gli esperti

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Il primo utilizzo della penicillina a scopo curativo risale al 1942. Eravamo nel bel mezzo della Seconda Guerra Mondiale e grazie all’impiego degli antibiotici si riuscì a contrastare il pericolo di gravi infezioni nei soldati feriti. Più tardi l’uso degli antibiotici si estese alla popolazione civile e fu così possibile combattere malattie infettive fino ad allora considerate mortali.

batteri
batteri

A distanza di 75 anni dal primo utilizzo degli antibiotici ci troviamo a fronteggiare un’altra emergenza medica, quella dell’antibiotico-resistenza. Si tratta della capacità dei microrganismi di alcune specie di sopravvivere in presenza di concentrazioni di antimicrobici di regola sufficienti per inibire o per uccidere microrganismi appartenenti alla stessa specie. In altri termini, noi assumiamo l’antibiotico ma il microrganismo sopravvive e riesce addirittura a moltiplicarsi!

Per anni abbiamo considerato i batteri come vettori di malattia e ci siamo armati per combatterli. Solo più recentemente abbiamo preso coscienza dell’importanza che i microrganismi hanno per la nostra salute. Sono i batteri buoni (o probiotici), più numerosi, a tenere a bada i batteri patogeni tramite meccanismi di competizione per il substrato e tramite la produzione di specifiche batteriocine.

batteri
batteri

È per via di questa mancata consapevolezza che abbiamo commesso negli anni passati grossolani errori. Ad esempio abbiamo prescritto gli antibiotici anche in caso di malattie virali e in alcuni casi ce li siamo auto-prescritti; abbiamo avviato la pratica della profilassi antibiotica negli animali da allevamento allo scopo di combattere in via preventiva mastiti, zoppie e altre malattie su base infettiva (e questo ci ha esposto all’assunzione “involontaria” di antibiotici attraverso il cibo); abbiamo immaginato erroneamente che la sterilità e la disinfezione fossero indispensabili per non ammalarci; abbiamo impoverito la nostra alimentazione passando da una dieta naturale ad una industriale e a seguito di questo passaggio abbiamo impoverito la nostra flora batterica saprofita.

virus
virus

Siamo ancora in tempo per tornare indietro? Quel che è fatto è fatto: gli antibiotici sono oramai “armi spuntate”. Per fortuna però si sta avviando un altro approccio terapeutico, quello della farmacologia probiotica.

La farmacologia probiotica non ha molto a che fare con l’assunzione di “fermenti lattici” generici così come potrebbero venirci consigliati dal farmacista o da un conoscente. È qualcosa di molto più complesso!

Trilioni di cellule microbiche popolano il nostro organismo. Li raggruppiamo tutti sotto il nome di microbiota mentre parliamo di microbioma quando vogliamo intendere l’insieme dei geni di tutti i microrganismi che abitano in noi. Conoscere questo microscopico mondo nella sua complessità ci aiuterà a ridefinire il concetto stesso di salute e di malattia.

Il nostro DNA è per il 99,99% identico a quello di qualsiasi altro essere umano per quanto differente possa esserne l’aspetto. Mentre siamo accumunati da una così profonda similitudine genetica ci dimostriamo molto più avari nel condividere i nostri microbi! Così ad esempio il nostro microbiota intestinale somiglia a quello di altri individui della nostra specie solo per il 10%!

È un’osservazione che diventa ancora più sbalorditiva se pensiamo ai nostri 30.000 geni codificanti proteine a fronte dei 2-20 milioni di geni provenienti dal nostro microbiota! In altri termini, geneticamente parlando, siamo “umani” solo per l’1%, per il 99% siamo “microbici”!

E allora la domanda è: quanta responsabilità hanno i nostri batteri nel fatto che ad un certo punto diventiamo insulino-resistenti e poi diabetici, oppure allergici, dislipidemici, ipertesi, obesi, depressi? Sono impaziente di trovare risposta a tutte queste domande e per farlo mi confronto con coloro che ne sanno più di me.

trasferire conoscenze
trasferire conoscenze

Seguo Luciano Lozio da quando mi interesso di microbiota. Farmacista e farmacologo, Lozio può essere considerato uno dei massimi esperti sul microbiota intestinale e sul mondo dei probiotici.

Nel suo ultimo libro I probiotici. Principi e uso nella pratica medica pubblicato quest’anno per la Giampiero Casagrande Editore, Lozio prende in rassegna tutti i possibili impieghi dei probiotici in ambito di prevenzione e di trattamento dei vari stati patologici.

Il libro si articola in dieci capitoli:

  1. Probiotici. Invisibili forme di vita al servizio della nostra salute
  2. Microbiota e malattie cardiovascolari
  3. La flora batterica cutanea e il suo ruolo in alcune patologie
  4. Allergia al nichel e terapia con probiotici
  5. La patologia ambulatoriale otorinolaringoiatrica (ORL) e preparati probiotici
  6. Intestino, cervello e Disturbi dello Spettro Autistico (DSA)
  7. Obesità e microbioma intestinale
  8. I probiotici nel trattamento complementare delle patologie gastriche
  9. I probiotici nel trattamento complementare delle patologie dell’intestino crasso
  10. Probiotici e pediatria.

Ogni capitolo è una vera miniera di informazioni corredate da studi scientifici e fondate sulla evidence based medicine (medicina basata sulle prove di efficacia). È un libro scritto in forma divulgativa che potrà essere utile al professionista così come alla persona comune perché se è vero che il termine malattia deriva dal latino male habitus ossia “comportamento sbagliato” la soluzione è quella di iniziare a comportarci bene soprattutto nei confronti dei nostri preziosi ospiti!

Se sei interessato all’argomento, puoi acquistare questo libro su Amazon:

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